Rispettare la dignità della vita

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Di RAMESH JAURA

BERLINO | TOKIO (IDN) – Con una variazione del leggendario slogan ‘’fate l’amore non fate la guerra,’’ un eminente filosofo Buddista chiede un mondo libero dal nucleare, in cui una sicurezza umana autentica, uno sviluppo sostenibile e un incrollabile rispetto per la dignità della vita, non rappresentino solo in un ideale ma diventino una realtà consolidata.

Nella sua ‘Proposta di Pace’ di 23 pagine intitolata ‘’Sicurezza umana e sostenibilità: condividere il rispetto per la dignità della vita’’ (‘'Human Security and Sustainability: Sharing Reverence for the Dignity of Life’’) il leader Buddista Daisaku Ikeda chiede che venga indetto un summit per l’abolizione del nucleare, da tenersi nel 2015 a Hiroshima e Nagasaki in occasione del 70mo anniversario dei bombardamenti atomici subiti dalle due città, contribuendo così al crescente movimento verso la eliminazione delle armi nucleari affinchè questa diventi irreversibile.

Il 2015 sarà anche l’ anno in cui si terrà la Conferenza di Revisione del Trattato di Non- Proliferazione Nucleare (NPT - che si tiene ogni 5 anni ndt.)..<0} --Nuclear Non-Proliferation Treaty – ndt che ha cadenza quinquen e Ikeda conta su questo incontro al vertice affinchè i leader del mondo aprano gli occhi sulla terribile capacità distruttiva delle armi nucleari e possano così contribuire compiendo le azioni necessarie verso la loro abolizione.<0}

Insieme ad armi nucleari, disastri naturali, degrado ambientale e povertà, noi ‘’consegneremo alle generazioni future minacce e carichi che diventeranno man mano più grandi più noi tarderemo ad affrontarli’’ dice Ikeda nella sua Proposta di Pace, la trentesima dal 26 gennaio1983, giorno in cui, otto anni prima, è stata fondata la Soka Gakkai Internazionale.

La Proposta di Pace del 2012 coincide con il cinquantacinquesimo anniversario della dichiarazione rilasciata dal mentore di Ikeda e secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda (1900 – 1958), che chiedeva la proibizione delle armi nucleari.

Questa dichiarazione venne fatta in un periodo in cui la competizione tra gli stati nucleari era sempre più accanita nello sviluppo di armi sempre più grandi e potenti.

Toda affermò: ‘’Sebbene un movimento che chiede il divieto dei test di armi nucleari sia sorto in tutto il mondo, il mio desiderio è andare oltre, attaccare il problema alla radice.

Come dice un autorevole cittadino globale e leale protagonista della società civile,- Roberto Savio,- la Proposta di Pace del presidente della SGI è ‘’un documento affascinante che unisce visione con analisi, obiettivi con realtà e strategia con conoscenza.’’.

Arriva in un momento in cui l’attenzione internazionale tende a concentrarsi sulle prossime elezioni presidenziali in USA, Russia, Francia e ai cambiamenti nel governo cinese, ma si occupa molto poco di una Conferenza Internazionale sul Medio Oriente allo scopo di trasformare la regione in una zona libera dal nucleare e dalle altre armi di distruzione di massa.

Il lancio di una conferenza come questa è stato deciso nel maggio 2010 a New York durante la Conferenza di Revisione dell’ NPT.

Nell’ anno in cui uscì la prima Proposta di Pace di Ikeda era in auge la teoria della deterrenza nucleare, che minacciava di scatenare quelle che il presidente Ronald Reagan chiamò ‘guerre stellari’.

Queste erano ‘mascherate’ come ‘’ricerche a lungo termine e programmi di sviluppo per avviare la realizzazione del nostro scopo ultimo cioè l’ eliminazione della minaccia rappresentata dai missili nucleari strategici’’ e ‘’aprire la strada a misure di controllo delle armi per eliminare le armi stesse.’’

Visto da una prospettiva benevolente, l’ approccio di Reagan si avvicinava al detto machiavellico ‘’il fine giustifica i mezzi.’’

Questo tipo di filosofia è comunque rifiutato da Ikeda che, ispirato dal suo incessante impegno nel movimento anti-nucleare fin dalla seconda metà degli anni ’50, ha partecipato a campagne in favore di un mondo libero dalle armi nucleari.

Buone prospettive per una Convenzione sulle Armi Nucleari (NWC – Nuclear Weapons Convention).

"Per anni la SGI ha promosso un movimento che manifestava la volontà dei popoli di mettere fuori legge le armi nucleari attraverso l’adozione di una Convenzione sulle Armi Nucleari. ‘’Per anni, la SGI ha promosso un movimento per manifestare la volontà dei popoli del mondo di mettere al bando le armi nucleari attraverso l’adozione di una Convenzione sulle Armi Nucleari Ci sono numerosi segnali che indicano che ci troviamo ora a un punto di svolta, in cui molti governi iniziano a sostenere l’adozione di una NWC’’ scrive Ikeda.

I segnali incoraggianti dal suo punto di vista sono:

- l’iniziativa di gruppi, espressione della società civile, di approntare un modello di NWC nel 1997, poi seguito nel 2007 dall’emissione di una bozza riveduta, dimostra che il processo di revisione delle misure legali, necessario per ottenere il divieto e l’abolizione delle armi nucleari, è già in corso.

- Fin dal 1996, la Malesia e altri paesi hanno proposto ogni anno una Risoluzione della assemblea generale delle Nazioni Unite, chiedendo l’inizio di negoziati che portino a una NWC.

Il sostegno a questa Risoluzione ha continuato a crescere e l’anno scorso (2011) è stata appoggiata da 130 stati membri, tra i quali Cina, India, Pakistan, Corea del Nord e Iran.

- Nel 2008, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha presentato una proposta di negoziati per una NWC o, in alternativa, per una struttura di strumenti separati, reciprocamente rinforzanti.
- La Conferenza di Revisione dell’ NPT del 2010 ha inserito questa proposta nel documento finale che è stato adottato con il consenso unanime di tutti i partecipanti.

-Anche la Inter-Parliamentary Union (IPU ), alla quale appartengono 159 paesi, tra i quali Russia, Gran Bretagna, Francia e Cina, ha unanimemente espresso il suo sostegno per questa proposta.

- Major for Peace (Sindaci per la Pace), associazione che conta più di 5.100 città e municipalità in tutto il mondo, sta attivamente chiedendo una sollecita partenza dei negoziati verso una NWC.

Allo stesso modo, l' Inter Action Council, un’ associazione composta di ex capi di stato e di governo, ha chiesto la conclusione di una NWC.

Nel settembre 2009 il Consiglio di Sicurezza dell’ ONU ha tenuto un summit speciale nel quale ha adottato la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1887 impegnandosi a sostenere le iniziative volte alla creazione delle condizioni per un mondo senza armi nucleari.

- Il peggioramento della situazione del bilancio di diversi paesi, come risultato della crisi economica in corso, ha indotto un serio ripensamento delle spese militari anche negli stati che possiedono armi nucleari, dove i costi di questi armamenti sono finalmente messi in discussione.

Mentre è chiaro che nessuno di questi sviluppi, in se stesso, rappresenti un passo avanti decisivo, Ikeda crede che, collettivamente, essi rappresentino una consistente e irreversibile spinta verso l’ obiettivo di un mondo finalmente libero dalle armi nucleari.

‘’Il ruolo di guida giocato dalla società civile nello sviluppo di una bozza di una NWC e nella ricerca attiva dell’inizio di negoziati, attraverso iniziative come petizioni e altre attività, dimostra chiaramente che l’ origine spirituale e la sorgente normativa di questo trattato esiste come presenza vitale nei cuori e nelle menti dei cittadini comuni del mondo,’’ scrive Ikeda.

‘’Ciò che è richiesto ora’’ aggiunge ‘’è prendere questa consapevolezza vivente e ispiratrice – cioè la determinazione che la tragedia provocata dalle armi nucleari non deve mai più ripetersi e che l’umanità e le armi nucleari non possono coesistere – e darle una forma concreta come accordo legalmente vincolante che esprima la coscienza condivisa dell’umanità’’.

Il presidente della SGI invoca l’inizio di negoziati concreti diretti alla realizzazione di una NWC, e sostiene che un modo per ottenere questo risultato potrebbe essere presentare la Conferenza come trattato di base che costituisca la struttura legale di un mondo senza armi nucleari con una serie di protocolli associati.

Il trattato di base permetterebbe agli stati firmatari di impegnarsi apertamente verso il traguardo di un mondo senza armi nucleari e di intraprendere un processo di riduzione reciproca della minaccia.

Protocolli separati potrebbero elencare le attività proibite come sviluppo, produzione, uso e minaccia di uso degli ordigni nucleari e istituire procedure per il loro smantellamento, decontaminazione e controllo.

Ikeda esorta ‘’ONG e governi lungimiranti’’ a formare un gruppo di azione per partire in questa impresa. ‘’Dovremmo fissare l’obiettivo del 2015 per la diffusione – o, ancora meglio, per la firma – di una bozza concordata della struttura di base del trattato''.

Diritti umani e sostenibilità

Insieme all’abolizione del nucleare, Ikeda dice: ‘’ gli elementi centrali di una visione del futuro dovrebbero essere umanesimo, diritti umani e sostenibilità.’’ Questa visione comprende.

‘’ Un mondo che, rifiutando di passare sopra la tragedia umana ovunque essa si verifichi, si unisca per superare le minacce alla vita e alla dignità ,’’

‘’ Un mondo che, basato sull’ empowerment degli individui, dia la priorità ad assicurare la dignità e il diritto di tutti i popoli di vivere in pace,''

‘’Un mondo che, memore delle lezioni del passato, non permetta che le generazioni future ereditino le conseguenze negative della storia umana e impieghi tutte le sue energie per trasformare quelle eredità.’’

Per Ikeda, anche l'energia sostenibile costituisce una questione fondamentale. Riflettendo sul disastro nucleare di Fukushima del Marzo 2011, egli esorta il Giappone a mettere in atto una rapida transizione verso politiche energetiche non basate sulla generazione di energia nucleare e a intensificare il proprio impegno nell’ambito delle tecnologie e della ricerca nel campo delle energie rinnovabili, sia in Giappone che come supporto a iniziative di questo tipo nei paesi in via di sviluppo.

In questo contesto, il presidente della SGI propone il rafforzamento del ruolo globale dell’ organo supervisore in ambito nucleare dell’ ONU, la Agenzia Internazionale dell’ Energia Atomica (IAEA , International Atomic Energy Agency) per affrontare l’impatto degli incidenti nelle centrali nucleari e lo smantellamento e la decontaminazione dei reattori obsoleti.

Considerando la sofferenza causata dall’ incremento della frequenza e dell’intensità dei disastri naturali in tutto il mondo, Ikeda chiede che le misure da adottare per affrontare questi problemi partano da un approccio dal punto di vista dei diritti umani e propone che il mandato all’ Ufficio dell’Alta Commissione per I Rifugiati dell’ ONU (UNHCR – Office of the United Nations High Commissioner for Refugees www.unhcr.org) sia ufficialmente esteso e includa provvedimenti per il sollievo dei profughi di tali disastri.

Egli sottolinea anche l’importanza dell’ empowerment delle donne perchè possano giocare un ruolo maggiore nella prevenzione dei disastri e nelle azioni di mitigazione e cura.

Scrive Ikeda: ‘’le donne portano un carico sproporzionato delle privazioni dovute ai disastri e sono spesso esposte a minacce angoscianti. Nello stesso tempo, è necessario dare un riconoscimento maggiore alle speciali capacità di contribuzione delle donne.

Alle donne devono essere conferite autonomia e responsabilità come agenti del cambiamento reale nei campi della riduzione del rischio di disastri, del recupero e della ricostruzione, in accordo con un simile riconoscimento del loro ruolo potenziale nella prevenzione e risoluzione dei conflitti e nelle attività di peacebuilding.

Nello specifico, la riduzione del rischio di disastri e la ripresa potrebbero essere incluse nell' ambito della Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza dell' ONU, o di una nuova risoluzione che potrebbe essere adottata con una attenzione speciale ai ruoli che le donne ricoprono in queste aree’’.

In previsione della Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile dell’ONU – comunemente conosciuta come Rio+20 – che si svolgerà in giugno a Rio de Janeiro, il presidente della SGI chiede una discussione più allargata del concetto di obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals) che seguiranno gli obiettivi di sviluppo del millennio (MDGs – Millennium Development Goals) dal 2015.

Scrive Ikeda: ‘’Una serie di obiettivi condivisi per un futuro sostenibile dovrebbe ereditare lo spirito degli obiettivi di sviluppo del millennio (MDGs) di mitigare le distorsioni nella nostra società globale generate da povertà e differenze di reddito, e dovrebbero anche affrontare l'intera serie di questioni della sicurezza umana.'' [IDN-InDepthNews – 02 Febbraio 2012]

Tradotto da Rosanna Vignoli

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