Abolire il nucleare nel Medio Oriente e oltre

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y Jamshed Baruah
IDN-InDepth NewsReport

BERLIN/TOKIO (IDN) – Mentre il‘’ potere della gente’’ fa crollare un regime arabo dopo l’altro, mettendo la comunità internazionale di fronte a una situazione di volatilità senza precedenti, un eminente leader buddista sta sollecitando le maggiori autorità mondiali a non perdere di vista la pressante necessità di arrivare a un Medio Oriente libero dalle armi nucleari, considerando questo come uno dei passi cruciali verso l’abolizione del nucleare anche in una zona più vasta.

Secondo Daisaku Ikeda, presidente della organizzazione buddista Soka Gakkai Internazionale (SGI), la completa eliminazione di tutte le armi atomiche – e non solo il disarmo nucleare – può essere ottenuta solo con l’assunzione di un ruolo significativo da parte della società civile ed è la sola garanzia assoluta contro la minaccia delle armi nucleari. ‘’E’ necessario mettere seriamente in discussione la teoria della deterrenza, sulla quale si fonda il possesso delle armi nucleari, cioè l’ assunto secondo il quale il mantenimento della sicurezza si realizza attraverso l’equilibrio del terrore,’’ sostiene Ikeda nella sua Proposta di Pace del 2011. Le Proposte di Pace escono il 26 gennaio di ogni anno dal 1983 per commemorare la fondazione della SGI e presentano proposte concrete per la soluzione di questioni globali, basate sulla filosofia dell’umanesimo buddista.

Ikeda è sostenuto da organizzazioni della società civile, come quelle che hanno discusso sui pericoli della deterrenza nucleare in una conferenza tenuta il 16 – 17 febbraio 2011 dalla Nuclear Age Peace Foundation a Santa Barbara. La Dichiarazione di Santa Barbara descrive la teoria della deterrenza nucleare come una ‘’dottrina che viene usata dagli stati che detengono armi atomiche e dai loro alleati per giustificare il possesso continuato e il minacciato uso di armi nucleari.’’

La deterrenza nucleare non solo ‘’minaccia l’assassinio di molti milioni di innocenti insieme a severe conseguenze economiche, climatiche, ambientali, nella agricoltura e nella salute in un area più vasta della sola zona di attacco,’’ ma ’’richiede anche un massiccio impiego di risorse alle infrastrutture industriali e alle organizzazioni che formano l’ establishment mondiale delle armi nucleari, le uniche beneficiarie.’’


Passando al Medio Oriente, Ikeda dice che ‘’una stabilità regionale durevole nel Medio Oriente è impensabile senza la denuclearizzazione ‘’ e auspica la creazione di ‘’condizioni favorevoli a negoziati per un Medio Oriente libero da tutte le armi di distruzione di massa, comprese le armi nucleari’’.

Queste condizioni devono essere create senza perdite di tempo. La ragione
‘’è che, lungi dall’avere la certezza che la Conferenza Internazionale sull’ istituzione di una zona libera dalle armi di distruzione di massa in Medio Oriente, concordata nella Conferenza di Revisione dell’ NPT (Trattato di Non Proliferazione Nucleare) dello scorso anno (2010), sarà effettivamente tenuta come programmato nel 2012, le probabilità che essa produca risultati soddisfacenti sono molte meno’’ sostiene Ikeda, presidente della SGI, organizzazione con base a Tokio che conta 12 milioni di membri nel mondo

Un evento che rappresenta una pietra miliare, la Conferenza delle Parti per la Revisione dell NPT (Trattato di Non Proliferazione Nucleare), si è tenuta nel maggio del 2010 nella sede ONU di New York.

L’ incertezza riguardo la Conferenza del 2012 sul Medio Oriente sottolinea la necessità di sforzi ulteriori per creare le condizioni per il dialogo, dice Ikeda.

Un passo preparatorio per questa conferenza potrebbe essere costituito da trattative informali finalizzate a una moratoria su qualsiasi espansione delle riserve di armi di distruzione di massa incluse quelle nucleari. Ikeda è dell’ opinione che gli ostacoli sulla via di una conferenza sul Medio Oriente rendono il supporto della comunità internazionale ancora più importante.

‘’Vorrei in particolare sperare che il Giappone, come paese che ha sperimentato l’ uso di armi nucleari durante la guerra e che ha lavorato attivamente per l’entrata in vigore del CTBT (Trattato per la messa al bando generale dei test nucleari ), faccia pressione per la denuclearizzazione del Nord Est dell’ Asia e verso la creazione di condizioni propizie ai negoziati per un Medio Oriente libero da tutte le armi di distruzione di massa incluse le armi nucleari.’’

Il leader buddista chiede un impegno bilaterale firmato da India e Pakistan e un accordo tripartito per la ratifica reciproca da Egitto, Iran e Israele.

Nel Nord Est dell’ Asia, egli aggiunge, le trattative potrebbero essere portate avanti attraverso i ’’Negoziati a sei’’ per arrivare a un accordo grazie al quale Stati Uniti e Cina ratifichino il CTBT, venga istituita una zona in cui tutte le parti si impegnano a non usare armi nucleari e la Corea del Nord abbandoni i suoi programmi di sviluppo di armi nucleari e firmi e ratifichi il CTBT.

I ‘’Negoziati a sei’’ includono Stati Uniti, Cina, Corea del Nord, Corea del Sud, Giappone e Russia.

Le tensioni nella penisola coreana si sono acutizzate in maniera molto consistente nel 2010 con l’affondamento della nave da guerra sud coreana Cheonan e il bombardamento dell’isola di Yeonpyeong da parte della Corea del Nord..

Mentre c’è un’ urgente necessità di usare tutti i mezzi diplomatici disponibili per allentare la tensione, dice Ikeda, ‘’la pace e la stabilità della regione nel lungo periodo dipendono chiaramente da una rapida risoluzione della questione nucleare nord coreana.’’

UNA CONVENZIONE SULLE ARMI NUCLEARI

Nel suo documento finale, la Conferenza di Revisione dell’ NPT fa un riferimento, sebbene indiretto, a una Convenzione sulle Armi Nucleari (NWC), che si ritiene possa fornire un’apertura che, dice Ikeda, potrebbe essere utilizzata per creare un mondo libero dalle armi nucleari.

A questo fine, il presidente della SGI propone la convocazione di una prima conferenza preparatoria di una NWC attraverso l’iniziativa congiunta di stati e organizzazioni non governative (ONG) la cui attività sia già rivolta verso la proibizione delle armi nucleari.

‘’Anche se la partecipazione dei governi all’ inizio sarà limitata, dovrebbe essere considerata prioritaria la creazione di un luogo per negoziare il trattato. Il lavoro della Conferenza dovrebbe essere diretto allo sviluppo di una norma chiaramente proibitoria che non riconosca eccezioni e indichi una chiara tabella dei tempi per l’implementazione. Attraverso ripetute convocazioni di questa Conferenza e man mano che governi e ONG entreranno a farne parte, si aprirà la strada per il rapido inizio dei negoziati ufficiali,’’ spiega Ikeda.

La Proposta intitolata ‘Verso un mondo di dignità per tutti:
il trionfo della vita creativa,’ è stata apprezzata dal Global Cooperation Council, (GCC – Consiglio della Cooperazione Globale) una organizzazione con base a Berlino dedicata alla cultura della pace.

Il consigliere anziano del Consiglio, Roberto Savio, dice : ‘’Le armi nucleari incarnano alcuni dei più brutali e disumani strumenti che, nel nome della deterrenza, minacciano di estinzione tutta la vita sul pianeta Terra.’’

L’ alternativa più adatta a contrastare la crescita delle forze della distruzione è rinforzare le energie che costruiscono ‘’un mondo di dignità per tutti’’ cioè un mondo nel quale lo spirito creativo umano e la vita creativa prendano il sopravvento.

’’Il
Dr. Ikeda giustamente va oltre il piano filosofico e suggerisce passi concreti che ai governi, in particolare a quelli dei paesi in possesso di un arsenale atomico, dovrebbe essere richiesto di compiere,’’ afferma Savio, fondatore e direttore del consiglio d’ amministrazione dell’ agenzia di stampa Inter Press Service.

I tre passi del presidente della SGI comprendono l’ istituzione delle ‘’strutture dentro le quali gli stati che possiedono armi nucleari si potranno muovere rapidamente verso il disarmo,’’ anticipando ‘’ulteriori sviluppi o ammodernamenti di armi nucleari’’ e la messa al bando ‘’globale’’ di queste ‘’armi disumane attraverso una Convenzione sulle Armi Nucleari.’’

Una tale convenzione dovrebbe in verità superare il livello governativo dei negoziati. Dovrebbe rappresentare una trasformazione qualitativa da Legge internazionale tradizionale a ‘’una forma di legge che deriva la sua autorità fondamentale dalla volontà espressa dei popoli del mondo’’ osserva il consigliere anziano del ‘’Global Cooperative Council’’ Savio, che ricopre anche la carica di direttore degli affari esteri del ‘’World Politcal Forum’’ (WPF) diretto dal premio Nobel Mikhail Gorbachev, l’ ultimo presidente della ora defunta Unione Sovietica.

Le Nazioni Unite, essenzialmente un’ organizzazione inter-governativa, hanno riconosciuto da lungo tempo la necessità di superare i limiti definiti dagli interessi di singoli stati che non sempre tengono nella dovuta considerazione gli interessi dei loro cittadini e quelli più vasti del genere umano.

L’ ex segretario generale dell' ONU, Kofi Annan è l’ autore del rapporto ‘In Larger Freedom’, pietra miliare sulla strada che il suo successore, Ban Ki-moon, sta percorrendo riguardo al disarmo nucleare.

E’ necessario, quindi, rafforzare la società civile di tutto il mondo e, come dice Ikeda, costruire ''una cultura globale dei diritti umani,’’ una cultura basata su valori universali che sono conservati gelosamente in tutte le religioni, il cuore delle quali è il rispetto per la vita.

‘’Così come appoggio la richiesta di Ban Ki-moon di un regolare svolgimento di incontri del Consiglio di sicurezza dell’ ONU sul disarmo nucleare, così concordo con il Dr. Ikeda secondo il quale gli stati che hanno abbandonato le armi nucleari dovrebbero partecipare regolarmente in quegli incontri.

Inoltre, dovrebbero essere invitati esperti e rappresentanti di ONG a partecipare a queste confererenze di alto livello,’’ afferma Savio.

Ancora, è lampante che Hiroshima e Nagasaki, che sono le uniche città che hanno subito l' orrore del bombardamento atomico, dovrebbero ospitare la Conferenza di Revisione del NPT nel 2015, che dovrebbe avere la funzione di summit per l' abolizione del nucleare.


Savio conviene con Ikeda che ‘’i diritti umani non diventeranno realtà solo attraverso trattati o leggi, ma saranno necessari anche gli sforzi delle persone ordinarie per correggere le ingiustizie che sperimentano o vedono nel mondo intorno a loro.’’ (IDN-InDepthNews/01.03.2011)

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traduzione Rosanna Vignoli

 

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