Nonostante i tagli, il nucleare rimane parte integrante della strategia di difesa USA

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Nuclear Abolition News | IPS

Di Haider Rizvi

Il piano USA di mantenere e migliorare il proprio arsenale nucleare probabilmente ostacolerà gli sforzi internazionali di fermare la diffusione delle armi di distruzione di massa, ha detto un analista indipendente che per anni ha assistito a una serie di conferenze tenute alle Nazioni Unite su non proliferazione e disarmo nucleare.

David Krieger, presidente della Fondazione per la Pace nell’Era nucleare (Nuclear Age Peace Foundation) che ha assistito alle votazioni nelle conferenze tenute alle Nazioni Unite sulla questione nucleare, ha detto :«Fino a che che gli Stati Uniti continueranno ad affidarsi al proprio arsenale nucleare per la loro sicurezza, sarà difficile sostenere che altri stati non dovrebbero seguire la stessa strada»,

I commenti di Krieger arrivano dopo che la Federazione degli Scienziati Americani (Federation of American Scientists – FAS), una organizzazione indipendente di Washington, ha reso pubblico la scorsa settimana un documento non classificato che rivela il piano dell’amministrazione di Barak Obama per ridurre le riserve nucleari degli USA di circa il 40 percento.


Come altri sostenitori del disarmo, Krieger ha mostrato apprezzamento per i tagli programmati, ma si è detto non sicuro che questi  favoriscano la totale eliminazione delle armi nucleari, un obiettivo che una vasta maggioranza degli stati membri dell'ONU, così come il Segretario generale Ban Ki-moon, vogliono sia preso sul serio.

“Vedo tutti i piani per ridurre gli arsenali nucleari come positivi » ha detto a IPS. « Penso che manchino, comunque, nel piano della Dipartimento della Difesa, il senso dell’urgenza e un piano negoziato per arrivare alla loro totale eliminazione.»

ll nuovo piano propone che, nonostante la significativa riduzione delle scorte esistenti, gli Stati Uniti debbano rimanere in possesso di almeno  3000 - 3500 armi nucleari dopo la fine del prossimo decennio. Attualmente gli USA hanno 5.113 armi nucleari dichiarate, di cui circa 2700 sono testate operative.

Gli Stati Uniti non solo continuerebbero a mantenere e a modernizzare  il proprio complesso di armi nucleari dopo la riduzione delle scorte esistenti, ma spenderebbero anche più denaro di prima per fare ciò.

Secondo i’Amministrazione Nazionale della Sicurezza Nucleare (National Nuclear Security Administration) i costi annuali per il complesso delle armi  subirebbe un incremento da circa 7 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2011 a più di 8 miliardi nel 2017 fino a più di nove miliardi di dollari nel 2030.

Il piano indica che l’infrastruttura del sistema nucleare supporterà « testate attive, di riserva e logistica di ricambio » e non sarà disegnata per avere « la capacità di ritornare alle riserve dell’ epoca della guerra fredda o di rispondere rapidamente a picchi di grande produzione ».

Significa questo che gli Stati Uniti stanno prendendo sul serio i propri obblighi verso la comunità internazionale assunti nel Trattato di Non Proliferazione Nucleare (Nuclear Non-Proliferation Treaty -NPT) che chiede a tutti gli stati dotati di armi nucleari di fare “passi significativi” verso la loro abolizione?

Diversi osservatori indipendenti hanno dei dubbi in proposito.

«Contrariamente a quanto richiesto dai requisiti della legge internazionale gli Stati Uniti non agiscono in ‘buona fede’ per mettere in pratica l’articolo VI che vincola alla negoziazione del disarmo nucleare » ha detto a proposito del nuovo piano John Burroughs, presidente del Comitato degli Avvocati per la Politica Nucleare (Lawyers Committee on Nuclear Policy).

La ‘Analisi della Situazione Nucleare’ (The Nuclear Posture Review) prodotta dall’amministrazione Obama sostiene che “ridurre il ruolo e il numero delle armi nucleari dimostra l’ottemperanza degli USA all’obbligo di conformità imposto dal Trattato di Non-Proliferazione sul disarmo” Ma alcuni esperti legali non sono convinti.

« Anche se benvenute » dice Burroughs, « tali riduzioni non sono sufficienti » Per spiegare il suo punto di vista, egli cita il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del 1996, concludendo che l’articolo VI dell’ NPT richiede agli stati di « perseguire in buona fede e portare a conclusione negoziati che conducano al disarmo nucleare sotto stretto ed effettivo controllo internazionale.»

La risoluzione di una assemblea generale dell’ONU accoglie con favore la decisione della corte,  e chiede negoziati per proibire ed eliminare globalmente le armi nucleari come mezzo per conformarsi agli obblighi imposti dall’NPT.  Con recenti affermazioni, anche Ban Ki-moon ha dato il suo sostegno a questa richiesta.

Secondo Burroghs, i tagli unilaterali degli USA seguono una strada alternativa e sono incoraggiati dai vincoli dell’ NPT. Ma, egli nota, « sfortunatamente il report della ’Analisi della Situazione Nucleare’ inchioda le riduzioni degli USA al bisogno di evitare grandi disparità di capacità nucleare con la Russia.»

Egli pensa che gli Stati Uniti potrebbero portare le proprie scorte nucleari a livelli molto più bassi 'di propria iniziativa' - con una  riduzione nell'ordine di migliaia di testate - senza con questo mettere in discussione la possibilità di dare una risposta nucleare a un attacco dello stesso tipo.

Nel 1964, il Segretario alla Difesa Robert McNamara propose che l’arsenale degli Usa fosse dimensionato in modo da raggiungere la « distruzione assicurata » dell’Unione Sovietica e sostenne che « la distruzione del, diciamo, 25 percento della sua popolazione (55 milioni di persone) e di più di due terzi della sua capacità industriale significherebbe la distruzione dell’unione Sovietica come sociètà nazionale.»

Per rispondere al criterio di McNamara (la morte del 25 percento della popolazione) basterebbero oggi per la Russia solo 51 armi nucleari moderne » ha detto a IPS Zia Mian del Programma di Scienza e Sicurezza Globale (Programme on Science and Global Security) dell’Università di Princeton, citando uno studio del 2001 del Consiglio per la Difesa delle Risorse Naturali.( Natural Resources Defence Council). “Ci vorrebbero meno di 400 armi per realizzare quell’obiettivo per la Cina » ha detto.

Da parte sua Krieger sostiene che « un impegno per raggiungere lo zero armi nucleari entro un ragionevole termine di tempo » è un dovere cui si fa fronte aprendo i negoziati per la realizzazione di un nuovo trattato, una Conferenza sulle Armi Nucleari ( Nuclear Weapons Convention - NWC) «per l’eliminazione graduale, vericabile, irreversibile e trasparente di tutte le armi nucleari »

All’interno di questa struttura, la riduzione delle armi potrebbe essere misurata in relazione all’obiettivo di eliminare le armi nucleari dagli arsenali di tutti gli stati. Nel frattempo, le grandi risorse impiegate nel mantenere e migliorare l’arsenale nucleare sembrerebbe puntare nella direzione sbagliata e porterà probabilmente altri stati a dubitare della sincerità degli Stati Uniti nel ricercare un mondo senza armi nucleari ».-
July 23, 2010 | Copyright © IPS-Inter Press Service

- Tradotto da: Rosanna.Vignoli -

 

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