Come superare I principali ostacoli al disarmo nucleare

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Nuclear Abolition News | IPS

Di Johan Galtung

BRUXELLES (IPS) Ci sono tre grandi problemi collegati alle armi nucleari, tutti molto difficili da risolvere: il problema disarmo / non- proliferazione, il problema dell’uso militare e quello legato al significato teologico. Ma c’è un rimedio universale: risolvere I conflitti di fondo che ne costituiscono le premesse. Raggiungere il disarmo attraverso la pace è molto più facile che raggiungere la pace attraverso il disarmo.
La prima questione, Il problema disarmo/non-proliferazione, riguarda una serie di eventi recenti: la proposta di un trattato USA – Russia per eliminare una parte delle circa 23.000 bombe nucleari ‘strategiche’ (finalizzate al genocidio) oramai obsolete, il ‘summit nucleare’ di 46 paesi, convocato da Obama, che si è svolto a Washington sul materiale fissile, la conferenza sul disarmo nucleare di Teheran, convocata dal presidente iraniano Ahmadinejad, alla quale hanno partecipato 60 paesi, che ha chiesto la distruzione di tutte le armi atomiche, a partire dall’arsenale degli Stati Uniti, e il meeting della NATO, che si è svolto in Estonia, sulle 240 bombe ‘tattiche’ dislocate in Europa

La triade nucleare degli Stati Uniti (l’arsenale nucleare nelle sue componenti di terra, sottomarine e di aria), non è stata toccata, come non lo sono state le armi nucleari ‘tattiche’ in Europa e, ancora più importante, non lo è stato neanche l’uso corrente, da parte degli Stati Uniti, di armi con uranio impoverito che causano una morte lenta e straziante.

Chiamare il riciclaggio di alcune vecchie e mostruose armi ‘disarmo' è pura attività di pubbliche relazioni. Immagazzinare Uranio negli USA – la volpe nel pollaio - senza nemmeno la supervisione della IAEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica dell’ONU (United Nations International Atomic Energy Agency), suona come una presa in giro. Questa è una riedizione della Guerra Fredda, proprio come l’Afganistan è una riedizione del Vietnam

La seconda questione nucleare, l’uso militare di queste armi, prospetta scenari catastrofici. Nel 1967 ho pubblicato un saggio per l’organizzazione Pugwash in cui avvertivo della possibilità che bombe nucleari telecomandate di piccole dimensioni (suitcase-bombs, bombe-valigia) avrebbero potuto essere nascoste vicino a obiettivi cruciali e usate come strumento di ricatto per ottenere particolari scopi. (in "Peace, War, and Defense", www.transcend.org/tup). Questo metodo rende l’utilizzo di un dispositivo nucleare molto più semplice rispetto al lancio di un missile, di cui può essere identificato facilmente il ‘mittente’. Una lettera di minaccia in forma anonima è molto più difficile da gestire, specialmente se tra i sospetti autori ci sono soggetti non–stato. Ignorare la lettera considerandola un bluff sarebbe molto rischioso. Trovare il colpevole dopo una esplosione nucleare attraverso l’analisi della pioggia radioattiva sarebbe impossibile se i laboratori non esistessero più.

Il 15mo anniversario dell’attentato di Oklahoma City ci ricorda come allora gli ‘esperti’ avessero visto chiari indizi del coinvolgimento del Medio Oriente nell’organizzazione dell’atto terroristico, pur senza che venisse specificato di quale paese si trattava. Ma l’origine era il Midwest degli Stati Uniti, non il Medio Oriente. L’ autore dell'attentato, Timothy McVeigh, aveva vissuto in prima persona esperienze di estrema violenza come soldato americano nel massacro della Guerra del Golfo del 1991, ed era stato sconvolto dal massacro di Waco (Texas) due anni dopo. La sua esecuzione è avvenuta nel 2001. Ma la morte non è un deterrrente per gli attentatori suicidi, e ce ne sono molti in giro.

La terza questione nucleare che rappresenta un ostacolo per il disarmo è il ’problema della divinità’. Dio usa una grande forza per punire I pagani, come le piaghe che Egli mandò in Egitto per costringere gli egiziani a lasciar andare gli Ebrei. Nello stesso modo, gli Stati Uniti usarono le bombe nucleari per punire i giapponesi (che avevano già capitolato), facendo loro capire quale Dio fosse il più forte. Le armi nucleari conferiscono un’ aura di divinità alle civiltà che le detengono. Non avviene lo stesso agli stati e certamente non accade ai non-stati. Conferire un tale potere divino ai ‘selvaggi’ è peggio della proliferazione. E’ un sacrilegio.

Per gli Stati Uniti, nella classifica degli scenari, il primo, l’ ideale, è quello in cui solo gli USA possiedono bombe nucleari; al secondo posto viene quello in cui le possiedono anche alcuni alleati Cristiani. Anche una giudeo-bomba, (con il trattino come in giudeo-cristiano) è accettabile. E, con la caduta del Bolscevismo, anche una bomba Cristiano Ortodossa potrebbe essere tollerabile, se addomesticata da un trattato e qualche protezione.

Ma una bomba Confuciana? Sospetta. Una bomba Hindu ( 1998, nome in codice ‘Il Budda ha sorriso’)? Controversa. Una ‘bomba buddista’ è un ossimoro, ma una bomba Shinto? Anche questa sarebbe problematica – i giapponesi potrebbero volere vendetta?

Ma il vero problema, in un mondo Occidentale incapace di rispettare l'Islam, è una bomba Islamica. Cosa succederebbe se l’Iran cominciasse a vedere se stesso come “la Civiltà Persiana”? In effetti lo è, essendo più antico della maggior parte degli altri attori sulla scena. Una possibilità ancora peggiore sarebbe un non-stato islamico, che dichiari di essere vicino alla divinità quanto chiunque altro - Al Qaeda (‘la base’) - determinato a proteggere le sacre La Mecca – Medina – Gerusalemme e a punire gli intrusi infedeli, ad esempio distruggendo alcuni edifici l’11 settembre.

Abbandonare lo status nucleare è visto come abbandonare la divinità. Agli appartenenti al club ristretto degli stati nucleari, questo sembra irragionevole.

C’è un modo per uscire da questa situazione? Le donne inglesi giocarono un ruolo importante nell’opposizione alla schiavitù e al colonialismo e, infine, nella loro abolizione . Un pò di questa capacità di schierarsi contro l’ingiustizia inglese potrebbe aprire la strada verso l’abolizione del nucleare. Donne d’Inghilterra, con il vostro grande dono unitevi al liberale Nicholas Clegg, che mette in dubbio anche l’utilità del programma nucleare inglese Trident! Per favore, fatelo ancora! (FINE/Maggio 2010)

 

+Johan Galtung, professore di Peace Studies, è il fondatore di TRANSCEND, un network per la pace, lo sviluppo e l’ambiente. Il suo libro più recente è “The  Fall of the US Empire--And Then What?" ( www.transcend.org/tup (“La caduta dell’impero USA – E dopo?” – non risulta tradotto in italiano)).

 

- Tradotto da: Rosanna.Vignoli -

 

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